domenica 21 dicembre 2014

Buon Natale
 Io non so

Io non so
se la voce degli uomini
può raggiungere il cielo,
io non so
se il Divino
sentirà la mia preghiera,
io non so
se ciò che chiedo
potrà essere esaudito,
io non so
se si può udire
la voce degli Antichi,
io non so
cosa ci porterà il futuro.
Spero soltanto che bene
e solo bene
possa venire a noi.

Poesia Preghiera Pellerossa

 Sapere che qualcuno è passato di qui, si è fermato,
 ha letto, sfogliato, gradito o, anche no,
mi fa sempre molto piacere.
Non vi chiedo un commento; non sempre si trovano parole, capita anche a me,
potreste lasciarmi un piccolo segno,
un sorriso, una pernacchia,
oppure, semplicemente, una piccola x nei riquadri delle reazioni.
Reazioni, termine per nulla "soffice", ma non l'ho scelto io



venerdì 5 dicembre 2014

rosso colore

Quando non ho più blu, metto del rosso.
Pablo Picasso


e poi ci sono quei giorni che le parole diventano
occhi che cercano colori

 
 Sapere che qualcuno è passato di qui, si è fermato,
 ha letto, sfogliato, gradito o, anche no,
mi fa sempre molto piacere.
Non vi chiedo un commento; non sempre si trovano parole, capita anche a me,
potreste lasciarmi un piccolo segno,
un sorriso, una pernacchia,
oppure, semplicemente, una piccola x nei riquadri delle reazioni.
Reazioni, termine per nulla "soffice", ma non l'ho scelto io

giovedì 4 dicembre 2014

Negrita


Sognare, sognare, sognare
sempre, comunque e nonostante

 . . . quando un sogno è un cannone
che se sogni 
ne ammazzi metà.


Ho imparato a sognare
Ho imparato a sognare,
che non ero bambino
che non ero neanche un' età
Quando un giorno di scuola
mi durava una vita
e il mio mondo finiva un po là
Tra quel prete palloso
che ci dava da fare
e il pallone che andava
come fosse a motore
C'era chi era incapace a sognare
e chi sognava già
Ho imparato a sognare
e ho iniziato a sperare
che chi c'ha avere avrà
ho imparato a sognare
quando un sogno è un cannone,
che se sogni
ne ammazzi metà
Quando inizi a capire
che sei solo e in mutande
quando inizi a capire
che tutto è più grande
C' era chi era incapace a sognare
e chi sognava già

Tra una botta che prendo
e una botta che dò
tra un amico che perdo
e un amico che avrò
che se cado una volta
una volta cadrò
e da terra, da lì m'alzerò

C'è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò

Ho imparato a sognare,
quando inizi a scoprire
che ogni sogno
ti porta più in là
cavalcando aquiloni,
oltre muri e confini
ho imparato a sognare da là
Quando tutte le scuse,
per giocare son buone
quando tutta la vita
è una bella canzone
C'era chi era incapace a sognare
e chi sognava già

Tra una botta che prendo
e una botta che dò
tra un amico che perdo
e un amico che avrò
che se cado una volta
una volta cadrò
e da terra, da lì m'alzerò

C'è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò
Negrita

 Sapere che qualcuno è passato di qui, si è fermato,
 ha letto, sfogliato, gradito o, anche no,
mi fa sempre molto piacere.
Non vi chiedo un commento; non sempre si trovano parole, capita anche a me,
potreste lasciarmi un piccolo segno,
un sorriso, una pernacchia,
oppure, semplicemente, una piccola x nei riquadri delle reazioni.
Reazioni, termine per nulla "soffice", ma non l'ho scelto io

martedì 2 dicembre 2014

"Il lavoro di vestirsi", Maria Mercedes Carranza


Il lavoro di vestirsi

Improvvisamente

quando mi sveglio alla mattina

mi ricordo di me,

cautamente apro gli occhi

ed inizio a vestirmi.

Prima sistemo il mio gesto

di persona per bene.

Poi metto le buone maniere,

l'amore filiale, il decoro, la morale,

la fedeltà coniugale:

ed alla fine lascio i ricordi.

Lavo accuratamente

il mio viso di buona cittadina

vista la mia deteriorata speranza,

mi metto in bocca le parole

spazzolo la bontà

e la indosso come un sombrero

e negli occhi

quello sguardo così affabile.

Maria Mercedes Carranza


 Sapere che qualcuno è passato di qui, si è fermato,
 ha letto, sfogliato, gradito o, anche no,
mi fa sempre molto piacere.
Non vi chiedo un commento; non sempre si trovano parole, capita anche a me,
potreste lasciarmi un piccolo segno,
un sorriso, una pernacchia,
oppure, semplicemente, una piccola x nei riquadri delle reazioni.
Reazioni, termine per nulla "soffice", ma non l'ho scelto io


sabato 15 novembre 2014

Un sorso di vita

Il silenzio contiene tutte le parole dell'Universo,
sarà per questo che sono stata così a lungo
 in silenzio
cercavo di sentire, sentirmi. 

Spolverando questo blog
ricomincio da qui:
"Un sorso di Vita"
 



 Sorso di Vita

 Ho preso un Sorso di Vita−
Vi dirò quanto l'ho pagato−
Precisamente un'esistenza−
Il prezzo di mercato,dicono.

M'hanno pesata,Granello per Granello−
Bilanciata Fibra con Fibra,
Poi m'han dato il valore del mio Essere−
Un solo Grammo di Cielo!

Emily Dickinson
 Sapere che qualcuno è passato di qui, si è fermato,
 ha letto, sfogliato, gradito o, anche no,
mi fa sempre molto piacere.
Non vi chiedo un commento; non sempre si trovano parole, capita anche a me,
potreste lasciarmi un piccolo segno,
un sorriso, una pernacchia,
oppure, semplicemente, una piccola x nei riquadri delle reazioni.
Reazioni, termine per nulla "soffice", ma non l'ho scelto io

domenica 26 maggio 2013

Naturalmente belle


Semplici ricette naturali per contrastare l’ invecchiamento della pelle e mantenerla giovane e fresca



Fate bollire 50 g di fiori e foglie di rosmarino in un litro d’acqua bollente per dieci minuti: ogni sera applicate sul viso e sul collo compresse imbevute in questa lozione.

 Sapere che qualcuno è passato di qui, si è fermato,
 ha letto, sfogliato, gradito o, anche no,
mi fa sempre molto piacere.
Non vi chiedo un commento; non sempre si trovano parole, capita anche a me,
potreste lasciarmi un piccolo segno,
un sorriso, una pernacchia,
oppure, semplicemente, una piccola x nei riquadri delle reazioni.
Reazioni, termine per nulla "soffice", ma non l'ho scelto io

giovedì 23 maggio 2013

Belle con i fiori, come i fiori




Semplici ricette naturali per contrastare l’ invecchiamento della pelle e mantenerla giovane e fresca.




Preparate un infuso con 60 g di fiori di papavero secchi in un litro d’acqua per dieci minuti. Lasciate raffreddare, quindi filtrate. Applicate delle compresse imbevute nella lozione sul viso e sul collo perfettamente puliti tutte le sere.
 Sapere che qualcuno è passato di qui, si è fermato,
 ha letto, sfogliato, gradito o, anche no,
mi fa sempre molto piacere.
Non vi chiedo un commento; non sempre si trovano parole, capita anche a me,
potreste lasciarmi un piccolo segno,
un sorriso, una pernacchia,
oppure, semplicemente, una piccola x nei riquadri delle reazioni.
Reazioni, termine per nulla "soffice", ma non l'ho scelto io

domenica 14 aprile 2013

Un cuore nuovo per papà

 

E' notte accendo il computer per controllare la posta. Il messaggio che leggo è una morsa allo stomaco.
“ … uno dei bambini è in lista d'attesa per il trapianto al cuore . . . scriveresti un racconto? . . . un abbraccio Celo”
Rileggo il messaggio, la sensazione non cambia, è pura tristezza.
“ Non posso, non posso inventare . . . non so scrivere un dolore che non conosco . . . " questa è stata la mia risposta.
Spengo il computer. Ma il pensiero è rimasto su quelle poche righe.
Non ci riesco, torno indietro e scrivo. Scrivo di getto, parole che escono da sole e lo invio. Così senza neppure rileggerlo.
Celo mi risponde . . . “ . . . ho letto il racconto in classe . . . ti prego continua . . .”
E' così che nasce questo racconto. Un piccolo racconto diventato grande grazie a ventiquattro bambini e alla loro maestra di italiano. Il disegno , che ho usato per la copertina , è uno dei loro , tanti , disegni su questo racconto.
 
Un cuore nuovo per papà
Questa è una storia piccola, piccola, scritta di notte per un bimbo lontano.
Una storia forse un po’ triste, forse un po’ no.
Il nostro protagonista non avrà un nome, perché ne dovrebbe avere tanti. Io lo chiamerò orsetto, voi gli darete il nome che vorrete.
Un piccolo orsetto, un giorno, ascoltando i grandi parlare, scoprì che il suo papà doveva subire un’operazione, un’operazione al cuore.
Ma come al cuore?”, si chiese l’orsetto.
L’orsetto si rattristò moltissimo. Ma come potevano cambiare il cuore al suo papà? Questo non era proprio possibile!!! E lui? Come avrebbe fatto con un papà col cuore nuovo? A chi voleva bene quel cuore nuovo? Ci sarebbe stato un posticino anche per lui? Oppure quel nuovo cuore era già pieno, pieno di mille altri affetti? L’orsetto passava le notti a piangere, a porsi mille e più domande.
Una notte si alzò piano, piano e si avvicinò al papà che dormiva. Gli si accostò all’orecchio e iniziò a sussurrare: “ Cuore del mio papà come faccio a restarti dentro? Dove andrà l’amore per me quando tu non ci sarai più?”
L’orsetto parlava e piccole lacrime gli scendevano bagnandogli il musetto.
Restò lì a parlare nell’orecchio del papà ancora un po’. Poi piano, piano si alzò e ritornò nel suo lettino.
L’orsetto, al buio, non si accorse che altri occhi versavano calde e sofferenti lacrime, erano quelli del suo papà.
L’orsetto era così triste, stanco, stremato dalle lacrime che si addormentò profondamente. Quella notte fece un sogno meraviglioso. Sognò il cuore del suo papà che gli parlava.
Carissimo il mio orsetto bello, perché sei così disperato? Perché piangi così tanto? Come puoi pensare che il tuo papà potrà mai dimenticarsi di te? Pensi veramente che potrà mai cancellare il tuo nome, il tuo musetto? No, non potrà mai farlo. I tuoi occhi, la tua voce, il tuo sorriso, il tuo nome e anche le tue marachelle sono ben incise nella sua mente. Chi mai potrebbe cancellarle? Pensi che io possa farlo? No, piccolo orsetto. Io sono solo un organo, una pompa che pompa il sangue e lo invia a tutto il corpo. Hai presente il pozzo in giardino? Il pozzo a cui il nonno collega la gomma per annaffiare i fiori? Ecco così, io sono il pozzo che manda il sangue che annaffia il corpo. Dormi sereno orsetto, il cuore, quello vero è nella mente.”
Mentre l’orsetto dormiva e sognava, accanto a lui sedeva il suo papà. Il papà gli accarezzava la testa, gli spostava il ciuffo ribelle dagli occhi, gli sfiorava le guance.
Che cosa poteva fare, dire per rasserenare il suo amore? Lo prese in braccio e iniziò a cullarlo. Mentre lo dondolava le lacrime sparirono e un gran sorriso lo illuminò. Che cosa doveva fare? Niente, non doveva fare niente. Semplicemente doveva essere forte. Forte per lui e per il suo orsetto. Doveva sorridere, sorridere ed essere sereno. Abbracciò forte il suo orsetto dicendogli: “ Papà sarà sempre qui” e gli baciò la fronte.
I giorni passarono, un po’ lenti ed a volte troppo in fretta, ma al papà non mancava mai un sorriso per il suo orsetto e all’orsetto non mancava mai un sorriso per il suo papà.
Quei sorrisi avevano un potere magico, regalavano serenità ai loro pensieri, davano forza alle loro menti, erano più grandi di un abbraccio forte, forte.
Così arrivò il giorno tanto atteso. Tutti insieme accompagnarono il papà all’ospedale. Ognuno di loro aveva un dono. Chi portava un sorriso, chi una risata, qualcuno anche una lacrima, qualcun' altro solo un silenzio. Ma erano tutti doni grandi.
Anche l’orsetto aveva un regalo per il suo papà. Si arrampicò su di lui come se fosse stato un albero e dandogli un abbraccio stritoloso gli disse: “ Papà questo è per te. Questo è il regalo che il tuo cuore ha fatto a me ed io lo voglio dividere con te.”
Il papà prese il dono e lo aprì. Era il disegno più bello che avesse mai visto. L’orsetto aveva disegnato un grosso cervello dai mille colori e dentro vi era un piccolo cuore rosso.
Gli occhi del papà sembravano due grandi, limpidi laghi, guardò il suo orsetto ma non riuscì a parlare. Poteva solo abbracciarlo un po’ più forte.
Quel disegnò accompagnò il papà in sala operatoria e quando il papà si risvegliò, lo vide. Era lì appeso proprio di fronte a lui. C’era un tratto, un segno in più, cos’era? Il papà guardò meglio, era un sorriso. Qualcuno nella sala operatoria aveva aggiunto un sorriso.
Tutto passò come doveva passare e quando il papà tornò a casa era il papà più felice del mondo.
Poteva tornare a giocare col suo orsetto, poteva andare di nuovo a pescare.
Aveva anche tante cose da raccontare, mille sorrisi da regalare ed altri mille da ricevere. Ma, soprattutto, aveva il suo meraviglioso disegno, un disegno pieno d’amore.
Maria Maddalena Corrado ©

domenica 23 dicembre 2012

Letterina di Natale

Natale 2012

Buona Felicità a tutti!!!
E quando dico tutti intendo Tutti, nel Vero senso della parola.
A te che sei nel mio cuore da sempre, da ancora “prima” di sempre.
A te che ci passeggi accanto.
A te che non lo sai.
A tutti, vicini e lontani, anche lontanissimi.
A te che sei qui e a te non ci sei.
A te che non passi mai di qua ed a te che passi in silenzio.
A te che mi regali un sorriso ed a te a cui ne regalo uno.
A tutti, proprio tutti, ecco perché non taggherò nessuno, perché Tutti non ci starebbero.
Lasciatemi scrivere solo un nome, Prisca, Vorrei che … pensassimo fortemente a lei abbracciandola forte forte.
Buona Felicità, è questa la mia “letterina di Natale”.
Una letterina piena di grandi sogni e piccoli bisogni, piena di tutte le parole dette e non dette, scritta sino all'ultima riga. Una letterina dove scrivere anche quel sogno che mi porto nel cuore, sulla pelle tutti i giorni dell'anno, quello che nessuno di noi dovrebbe mai dimenticare.
Buon Natale e come direbbe Elvira : non importa che si chiami Natale, importa che sia una notte Magica.
Maddalena

P.S.
Per chi mi conosce sa che un “P.S.” non manca mai alla fine delle mie lettere, non poteva mancare qui.
Scriviamola sempre, non cessiamo mai di scrivere, ognuno, la propria letterina, perché … fa bene al cuore.

lunedì 3 dicembre 2012

Biscotti di zenzero

Ingredienti
per il pan di zenzero:
400g di farina
100g di burro
100g di zucchero
un uovo
160 ml di melassa ( oppure il miele come sostituto) mezzo cucchiaino di lievito per dolci
un cucchiaino di cannella
un cucchiaino di zenzero macinato
4 chiodi di garofano tritati
un pizzico di noce moscata
un pizzico di sale
per la decorazione:
200g di zucchero a velo
1 albume
qualche goccia di succo di limone
coloranti in pasta
*
In una terrina setacciare la farina, il lievito e le spezie.
A parte lavorare il burro ammorbidito con lo zucchero.
Aggiungere l’uovo.
Lavorare ed aggiungere la melassa.
Infine incorporare la farina.
Avvolgere nella pellicola trasparente e lasciar riposare il pan di zenzero per una notte prima di utilizzarlo.
Stendete il pan di zenzero su una superficie infarinata ottenendo uno spessore di circa mezzo centimetro. Con un taglia biscotti formate i vostri omini di pan di zenzero.
Prima di cuocerli potete praticare dei fori in modo da poterli poi appendere sull’albero di Natale.
Trasferite gli omini di pan di zenzero su di una teglia unta e fateli cuocere in forno preriscaldato a 180° per dieci minuti circa.
Una volta cotti, lasciateli raffreddare su una gratella.
Nel frattempo preparate la
ghiaccia reale:
In una terrina mettere gli albumi.
Iniziare a montarli con uno sbattitore.
Aggiungere poco alla volta lo zucchero a velo.
Infine aggiungere il succo di limone.
Se la ghiaccia reale risultasse troppo liquida, aggiungete un altro po’ di zucchero.
Ora coloratela con i coloranti alimentari in pasta e decorate gli omini di pan di zenzero.
*
Eccoli qua, gli omini di pan di zenzero, pronti per essere mangiati.

Semplici ricette naturali di bellezza

 
belle con le mele cotogne
 
Fate macerare per 15 giorni la buccia di alcune mele cotogne in sufficiente acquavite; filtrate e conservate in una bottiglia chiusa ermeticamente; passate la lozione sul viso con un batuffolo di cotone due volte al giorno.

Semplici ricette naturali di bellezza


belle con le arance

Una volta alla settimana applicate la polpa di un’arancia sul viso e lasciate agire per 20-25 minuti. Oppure, la sera, passatevi un batuffolo di cotone imbevuto nel succo.
Se avete la pelle un po’ grassa, usate il succo di limone: tamponate le rughe, lasciate agire per 15/20 minuti, poi sciacquate con acqua tiepida.

domenica 25 novembre 2012

Colorate Distrazioni

Vi presento una bellissima pagina:
Distrazioni Ri- Creative
una "colorata" passeggiata tra mini borsette, porta chiavi, fiocchi, bomboniere, cornici, lega pacchi, decori natalizi e
. . . chi più ne ha, più ne metta!!!!!!!!!
 
un esempio: la dolce cicogna
 
Questa pagina nasce proprio come un diario creativo, dove tra una curiosità e l'altra, inserisco le mie "Distrazioni".
Mi piace cimentarmi in varie cose, sperimentarmi sempre in nuove avventure .
Tutte le mie “Distrazioni” sono frutto della mia fantasia, progettate e realizzate a mano, senza l'aiuto di pezzi già confezionati da assemblare
Ogni mia “distrazione” per me è come un figlio da cui non vorrei separami, ma sapere che è stato "adottato" felicemente mi riempie di soddisfazione.
Pensarle, crearle mi rende felice e colorata.
Angela Di Vita
 
*
Mi rende colorata e felice, bellissimo!
*
 
Avrei riempito questo post di immagini delle sue "distrazioni"
ma meglio lasciarvi "curiosare".
. . . ancora una e poi . . . basta
:)
E' stato il "caso" a farmi incontrare Angela
un "caso" colorato e felice!
:)
 
 
 

Sotto il burka

Non fanno rumore
 

i miei passi

sull'erba appena tagliata.

Mi fingo donna afgana

sotto il burka

prigione di stoffa

con grata a fiorellini.

Osservo il silenzio

imposto ai mie piedi,

in nome di Dio

ma quale Dio

può imporre castigo

se non c'è peccato?

Non fanno rumore

i miei passi

ma l'urlo di rabbia

salirà fino

a questo Dio

inventato dagli uomini
 

Rita Sorrentino (1999)

 

giovedì 22 novembre 2012

scrub e sali fai da te


un'oTTima idea regalo!!!!!!!!!!!!!!!
 
idea "rubata" sulla pagina di :
 
 
 
Sale da bagno e scrub fatti in casa: un regalo semplice e profumato per le nostre amiche.
 
Oggi prepareremo un regalo utile, profumato e bello.
Siamo sicuri che sarà un regalo gradito per ogni amica o parente. E se loro se ne dimenticheranno, se lo prenderanno in prestito il marito, il fratello o il figlio.
Vediamo ora come creare uno scrub per il corpo e due tipi di sale da bagno.
 
tutte le spiegazioni ed altre idee qui:
 
 
 


martedì 20 novembre 2012

Coraggio

 
Credi Tu lo sai,
quanto coraggio hai,
cosa pensi, come agisci,
quali frasi tu ti dici.

E’ una spinta, un emozione,
un istinto e una ragione,
che ti fa sentire forte,
come un Re nella sua Corte.

Il coraggio è nel respiro
che si espande col sospiro,
è uno stato di certezza
che ti avvolge con pienezza.

Il coraggio è nel tuo volto,
nei tuoi occhi e nel tuo corpo,
nel respiro pieno e fiero,
come un vero condottiero.

Il coraggio è tutto qua,
e puoi averne a volontà,
quando ascolti, parli e agisci,
e sai che questa è libertà.

E se talvolta credi che,
Il coraggio non sia in te,
pensa a cio’ che hai affrontato
e a quanto poi lo hai amato!

Rosy Falcone

venerdì 16 novembre 2012

La cuccia fai da te

pagina "rubata"  da
Pagiuga, Brega e Imbelina
 
Occorrente:
- un vecchio maglione (o felpa)

- un imbottitura per cuscino quadrata

- un paraspifferi

- ago e filo / macchina da cucire

*
tutte le spiegazioni sulla pagina

lunedì 12 novembre 2012

se ho un'idea: I quadri di Isabella Scarpato

 
I quadri di Isabella Scarpato sono
 emozionalmente Vivi. 


"Africa rossa"100x70 0lio su tela. aprile 2012 
 
 
 
"Tempo" 70x 50 olio su tela. ottobre 2012


Isabella Scarpato, la donna che dipinge
 i pensieri
 
Biografia ed esperienze artistiche
Isabella Scarpato è nata a Bacoli , in provincia di Napoli , nel 1971
1991 - Diploma di Maturita’ di arte applicata (sezione moda) Ist. Umberto Boccioni ( NA )

1995 – Laurea “ Accademia di Belle Arti “ di Napoli ( sezione pittura) con votazione 110/110
2002 – Corso abilitante in moda e costume
2007 – Corso abilitante in discipline pittoriche

Fra le sue esperienze professionali :

Dal 1995 al 1996 Restauratrice presso Reggia di Caserta e S. Leucio ( Ditta privata )
Dal 1998 al 2008 Insegnante di Moda e Costume ( incarichi annuali provveditorato )
Dal 2006 Immissione in ruolo
Dal 2008 al 2011 Insegnante di Discipline pittoriche
Ha avuto esperienze artistico-artigianali di decorazioni di ceramiche in laboratori artigianali e di decorazione su vetro,stoffa e trompe d'oil .

Mostre pittoriche a cui ha preso parte :

1984 - Festa dell’Unità in Bacoli ( NA ) ( collettiva )
1997 – “ Torregaveta mon amour “ ( Na ) ( collettiva )
2007 – “ Sorrisi ed espressioni “ Palazzo Pignatelli ( Roma ) ( personale )
2008 - “ Caffe letterario “ Bacoli ( NA ) ( personale )
2009 – “ Associazione Culturale Artistica “ in Marano di Napoli ( NA ) ( personale )
2010 – “ Caffetteria Merliani “ Vomero ( NA ) ( personale )

*
 link consigliati :



 
*
 
Potete trovare Isabella su facebook
o contattarla via e mail
isabella.scarpato@fastwebmail .it

se ho un'idea: Le tarsie di Nefissa Samira

Le Magiche tarsie di Nefissa


 

 

 
 
 



Chi sono??? Sono Nefissa, mi interesso della più bella Arte del Mondo : l'intarsio in legno.
Una tecnica che mi ha insegnato un meraviglioso artigiano di Todi e . . .  io ho imparato con passione.
Il mio amore per l'arte, in genere, è nata, credo, a Firenze, città dove ho passato la mia adolescenza, felicemente, girando per vicoletti che ancora avevano il profumo del rinascimento.
Guardando e ascoltando le pietre e . . . quelli che oggi chiamiamo monumenti.
Oggi sono felice di far parte di quell'epoca.
Creando opere con diversi tipi di legno ,maggiormente naturali, è una continua conversazione con questo stupendo materiale e quando nasce la creatura è un esplosione di gioia, sorpresa e... meraviglia che si impossessano di me.
In questo periodo, lo ritengo, il piacere primario dopo il buon cibo.

*
vi propongo un bellissimo video di Nefissa
( come mi ha detto Nefissa :  . . . questo video riassume il tutto )
 
http://www.youtube.com/watch?v=Yua_g6al-l4&feature=share

*

Nefissa impartisce , anche, corsi d'intarsio.
per , ulteriori , informazioni tel: 3400579383


     potete contattare Nefissa e mail :  nefissasamira@libero.it
 
e la potete trovare su facebook
 
http://www.facebook.com/#!/nefissasamira.samira